La bottega dell’antiquario di Charles Dickens

“Se tu sei afflitto, dimmene la ragione, perché io mi affligga con te; se tu ti consumi e diventi più pallido e debole ogni giorno, che io sia la tua infermiera e cerchi di guarirti. Se tu sei povero, siamo poveri insieme; ma lasciami essere con te, lasciamo essere con te; ma fa’ che non ti vegga mutato così, senza che io ne sappia il perché, se non vuoi che io muoia”

 

C’è una bottega a Londra, polverosa e piena.

 

Dentro ci sono oggetti di tutti i tipi, ninnoli dimenticati, libri ingialliti, scatole, custodie sparse in giro. In questo caos che sa di magico vive la piccola Nell, affettuosa e onesta, insieme al nonno.

Un uomo, quest’ultimo, logorato dalla vita e dalla povertà, innamorato della nipote ma troppo infangato nella miseria per essere un buon genitore.

Dietro l’angolo, sta in agguato un nano avaro ed egoista, malvagio e senza scrupoli. Quilp, dalla figura ripugnante e dai modi violenti, riesce a tessere una tela di imbrogli e calunnie per Nell e il nonno, tanto fitta da intrappolare anche il giovane Kit, lavoratore infaticabile e grande amico dei due protagonisti.

La storia ci narra la fuga di Nell e del vecchio per sfuggire ai tranelli del nano e cercare quel briciolo di dignità e libertà che quest’animo brutto fuori e dentro gli ha strappato via.

Una fuga fatta di ricoveri fatiscenti, notti all’addiaccio, di aiuti inaspettati e parole di conforto, ma anche di porte in faccia e diffidenza. In una Londra di saltimbanchi e attori da quattro soldi, di statue di cera e di poeti mancati, Nell e il nonno portano in giro, nel cuore, la loro cara bottega e tutti i ricordi in essa contenuti.

Si apre al lettore un universo di personaggi di tutti i generi, una rappresentazione corale dell’umanità e delle sue sfumature.

Dickens, a volte drammatico e sentimentale, altre ironico e leggero, punta il dito su tutti e li porta in scena. Dalla sottomessa moglie del nano cattivo alla mamma amorevole di Kit, dal maestro generoso all’avvocato Bonzi, venduto e disonesto.

Attenti col giudicare al primo colpo. Dickens avrà la mirabile capacità di mostrare come anche il più miserabile dei fannulloni, apparentemente incapace di prendere la vita di petto, saprà poi scegliere col cuore.

Sullo sfondo di una campagna spesso in ginocchio, c’è la realtà industriale, alienante, in grado di assorbire la vitalità di chi la circonda.

E’ stata una storia densa, ricca di personaggi e di cambi di scena. Il valore simbolico che racchiude è percepibile da subito. Ogni aspetto, ogni lembo di terra percorso, Dickens lo riempie di umanità, di significato e sentimenti. Nulla è lasciato al caso.

Dalla bottega viene fuori la forza del legame ma anche la sua corruttibilità, il coraggio di abbandonare ma anche quello di restare, le pieghe della cattiveria ma anche gli slanci della bontà.

La prosa scorre, non sempre così fluidamente, ma le vicende spingono il lettore, esortandolo a non mollare come fa Nell, così giovane eppure così tenace e decisa.

Molto bello seppur impegnativo. Richiede pazienza, tempo e concentrazione ma ripaga di tutto.

 

Titolo: La bottega dell’antiquario

Autore: Charles Dickens

Editore: Rusconi

Pagine: 542

Prezzo: Eur 11.00

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